martedì 9 novembre 2010

Menupausa, fertilita', sterilita' e riproduzione

L' antropologa Francoise Heritier(1996) osserva come, fin dalla nascita del pensiero,la riflessione degli esseri umani non abbia potuto far altro che svilupparsi partendo da cio' che risultava osservabile e tangibile, cioe' il corpo e l'ambiente in cui il corpo e' immerso. Ma e' proprio il corpo a presentare un tratto notevole e in qualche modo scandaloso: la differenza sessuale e il differente ruolo dei sessi nella riproduzione. Il corpo, con le sue unita' osservabili e riconoscibili in ogni tempo e luogo,e' il sostrato determinante la rappresentazione del genere, della persona e della procreazione che i popoli costruiscono secondo diverse formule logiche tutte possibili perche' pensabili, a seconda delle culture. La costruzione di differenti strutture sociali si muove dunque dall'osservazione del dato biologico, dal corpo e dai suoi umori che da sempre e ovunque sono oggetto di osservazioni e disamine in quanto manifestazioni della diversita' del maschio e della femmina nel compito riproduttivo. Il potere cosi' particolare della riproduzione e' infatti possesso della donna, detentrice di capacita' arcane e misteriose che hanno contribuito a rendere sempre piu' florido l'immaginario collettivo riguardo a fenomeni come la menopausa e le mestruazioni, assolutamente legate alla possibilita' generatrice. E' infatti la donna che porta i figli, li mette al mondo e li nutre, durante un periodo di fertilita' contrassegnata da un inizio evidente, le prime mestruazioni, e da una fine, la menopausa. Questo spiega perche' in molte popolazioni oggetto di studio dell'etnologia non si riconosca l'esistenza della sterilita' maschile, in quanto i fatti di natura biologica tangibili ed osservabili rimandano ad una responsabilita' unicamente femminile nel complesso sistema di rappresentazioni riguardante la sterilita'. In molte societa' la sterilita' maschile non viene riconosciuta perche' non rappresenta un problema reale; esistono infatti meccanismi compensatori basati sulla disgiunzione sociale tra le categorie di "pater" e "genitore", attraverso cui un uomo puo' acquisire a tutti gli effetti la paternita' che gli manca. Puo' quindi accadere che un uomo venga socialmente riconosciuto come padre di figli che non ha generato. Per una donna, questo non avviene quasi mai: in tutti i casi , ella e' ritenuta responsabile o vittima della sterilita'. Queste prime osservazioni risultano fondamentali per poter meglio comprendere un fenomeno complesso come la menopausa, dove ad un processo biologico universale corrispondono vissuti, atteggiamenti e credenze assai diversificate non solo tra culture differenti, ma anche tra singoli individui. Fattori biologici,culturali,sociali, economici e ideologici influenzano le rappresentanze che le donne costruiscono riguardo a questo periodo cosi' delicato, complesso e importante ma, ancora, fonte di riserve e imbarazzo. Articolo della Psicologa Giovanna Canegrati.

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